il 25 aprile saremo presenti con il banchetto informativo e gadget a Calvi Risorta dalle 17,00 all'Inaugurazione della libreria "80 mquadri" e del Laboratorio socio-politico-culturale.
Convegno sull'importanza del 25 aprile.
Con una semplice offerta non obbligatoria a tutti i partecipanti sarà offerto un buffet.
infoline 0823652420
facebook: libreriazione
martedì 21 aprile 2009
martedì 14 aprile 2009
TERREMOTO IN ABRUZZO E SOLIDARIETÀ SENZA CONFINI
Il ministro dell’economia ha deciso di includere tra le destinazioni del 5 per millel’aiuto alle vittime del terremoto in Abruzzo.
L’iniziativa gli procurerà forse consenso istintivo: istintivo, appunto, cioè non adeguatamente meditato. Superficialità ed emozione sono più rapidi e più facili della riflessione, ma al di là di un superficiale consenso, nessun contenuto di qualche significato, efficacia o intelligenza è presente nell’iniziativa. Il totale annuo del 5 per mille non è mai stato superiore ai 400.000.000 di €.
Se tutti i contribuenti che hanno fin qui indirizzato il 5 per mille a qualche destinazione, vincendo la motivata diffidenza verso queste forme di donazione, lo destinassero all’aiuto dei terremotati, ne deriverebbe un contributo equivalente o inferiore al risparmio dell’accorpamento in una sola tornata di elezioni e referendum. Questa cifra, forse non trascurabile per le necessità immediate dei primissimi giorni, perde qualsiasi rilevanza se, com’è il caso, si renderà disponibile fra almeno due anni, in una fase nella quale il problema sarà la ricostruzione, rispetto alla quale l’incidenza sarà decisamente trascurabile. L’effetto certo dell’iniziativa del ministro sarà di creare difficoltà all’attività di organizzazioni e associazioni, molte delle quali sono già da ora (mentre servono le loro “piccole risorse”) impegnate in aiuto ai terremotati e che comunque svolgono azioni rivolte a situazioni nelle quali le emergenze non scompariranno per il sopraggiungere della nuova emergenza del terremoto in Abruzzo. Essere travolti dall’urgenza più recente dimenticando le altre è una maniera irresponsabile di affrontare i problemi, di “governare”. La mediocrità dell’iniziativa del ministro dell’economia e il suo carattere improvvisato, sì, ma non certo disinteressato risaltano da una mancata indicazione. Se si fosse preannunciato che in aiuto ai terremotati si sarebbe indirizzata la quota di 8 per mille, destinata allo stato, si sarebbe potuta realizzare una cifra ben più consistente. Non averlo dichiarato è una scelta che evita possibili scontenti di soggetti interessati all’8 per mille che non si vogliono disturbare e che si ha paura di indispettire.
Più in generale e per quanto direttamente riguarda Emergency.
È indubbio il coinvolgimento di tutti coloro che si identificano con le iniziative di Emergency. Se ci pare doveroso l’aiuto a condizioni di bisogno e disperazione come quelle che incontriamo nei contesti di guerra e di estrema povertà, lo pensiamo evidentemente anche di fronte alla situazione creata dal terremoto in Abruzzo. Perché l’aiuto non sia semplicemente frutto dell’emozione di un momento, ma abbia significato e consistenza durevoli, è necessario che sia condotto con razionalità e continuità. Se il caso più recente o meno lontano cancellasse gli altri, in attesa di essere a sua volta cancellato dalla prossima sventura, allora l’aiuto perderebbe consistenza e serietà. Al crollo dell’ospedale dell’Aquila non costituisce risposta la distruzione – o ciò che equivarrebbe a un crollo di un ospedale in Afganistan, in Cambogia, in Sierra Leone o in Sudan. Per quanto poco spontanea e non immediata, questa considerazione è doverosa. Può non interessare a un governo o a un ministro, ma è un obbligo di serietà e di rigore per noi. Sentirci a disagio se nutriamo questa preoccupazione significherebbe porre in dubbio la serietà e la sensatezza dell’impegno che ci ha coinvolti fino a oggi. Emergency ha fornito materiali di primo aiuto a un campo organizzato e condotto in Abruzzo dalla Protezione civile umbra, che conosciamo per averne ricevuto la collaborazione a Orvieto. Emergency è in contatto con autorità responsabili della provincia dell’Aquila per offrire ciò che l’esperienza e la competenza acquisite ci mettono nella condizione di fornire.
Se tuttavia l’inseguimento dell’ultima evidenza ci facesse trascurare gli impegni cui faticosamente facciamo fronte, non meriteremmo la fiducia della quale anche in questa circostanza abbiamo avuto testimonianza. Abbiamo da sempre avuto la preoccupazione di non accorrere dove le “luci della ribalta” richiamano, ma di ricercare situazioni che accanto al bisogno soffrano anche dell’essere ignorate e trascurate. Se ci comportassimo diversamente, pur compiendo azioni e interventi utili, cesseremmo di essere ciò che siamo stati. Sentirci parte di una contrapposizione «noi-loro» definita dai confini italiani significherebbe avere “giocato” per quindici anni, nei quali abbiamo ostinatamente sostenuto che esiste soltanto la categoria del «noi», che include tutti gli esseri umani. L’ostinazione convinta di Emergency è stata ed è che questa forma di solidarietà senza confini sia non soltanto giustificata, ma comprensibile e condivisibile per coloro ai quali la illustriamo. Anche in condizioni, come l’attuale, nelle quali quest’ostinazione e questa convinzione sembrano più difficili.
L’iniziativa gli procurerà forse consenso istintivo: istintivo, appunto, cioè non adeguatamente meditato. Superficialità ed emozione sono più rapidi e più facili della riflessione, ma al di là di un superficiale consenso, nessun contenuto di qualche significato, efficacia o intelligenza è presente nell’iniziativa. Il totale annuo del 5 per mille non è mai stato superiore ai 400.000.000 di €.
Se tutti i contribuenti che hanno fin qui indirizzato il 5 per mille a qualche destinazione, vincendo la motivata diffidenza verso queste forme di donazione, lo destinassero all’aiuto dei terremotati, ne deriverebbe un contributo equivalente o inferiore al risparmio dell’accorpamento in una sola tornata di elezioni e referendum. Questa cifra, forse non trascurabile per le necessità immediate dei primissimi giorni, perde qualsiasi rilevanza se, com’è il caso, si renderà disponibile fra almeno due anni, in una fase nella quale il problema sarà la ricostruzione, rispetto alla quale l’incidenza sarà decisamente trascurabile. L’effetto certo dell’iniziativa del ministro sarà di creare difficoltà all’attività di organizzazioni e associazioni, molte delle quali sono già da ora (mentre servono le loro “piccole risorse”) impegnate in aiuto ai terremotati e che comunque svolgono azioni rivolte a situazioni nelle quali le emergenze non scompariranno per il sopraggiungere della nuova emergenza del terremoto in Abruzzo. Essere travolti dall’urgenza più recente dimenticando le altre è una maniera irresponsabile di affrontare i problemi, di “governare”. La mediocrità dell’iniziativa del ministro dell’economia e il suo carattere improvvisato, sì, ma non certo disinteressato risaltano da una mancata indicazione. Se si fosse preannunciato che in aiuto ai terremotati si sarebbe indirizzata la quota di 8 per mille, destinata allo stato, si sarebbe potuta realizzare una cifra ben più consistente. Non averlo dichiarato è una scelta che evita possibili scontenti di soggetti interessati all’8 per mille che non si vogliono disturbare e che si ha paura di indispettire.
Più in generale e per quanto direttamente riguarda Emergency.
È indubbio il coinvolgimento di tutti coloro che si identificano con le iniziative di Emergency. Se ci pare doveroso l’aiuto a condizioni di bisogno e disperazione come quelle che incontriamo nei contesti di guerra e di estrema povertà, lo pensiamo evidentemente anche di fronte alla situazione creata dal terremoto in Abruzzo. Perché l’aiuto non sia semplicemente frutto dell’emozione di un momento, ma abbia significato e consistenza durevoli, è necessario che sia condotto con razionalità e continuità. Se il caso più recente o meno lontano cancellasse gli altri, in attesa di essere a sua volta cancellato dalla prossima sventura, allora l’aiuto perderebbe consistenza e serietà. Al crollo dell’ospedale dell’Aquila non costituisce risposta la distruzione – o ciò che equivarrebbe a un crollo di un ospedale in Afganistan, in Cambogia, in Sierra Leone o in Sudan. Per quanto poco spontanea e non immediata, questa considerazione è doverosa. Può non interessare a un governo o a un ministro, ma è un obbligo di serietà e di rigore per noi. Sentirci a disagio se nutriamo questa preoccupazione significherebbe porre in dubbio la serietà e la sensatezza dell’impegno che ci ha coinvolti fino a oggi. Emergency ha fornito materiali di primo aiuto a un campo organizzato e condotto in Abruzzo dalla Protezione civile umbra, che conosciamo per averne ricevuto la collaborazione a Orvieto. Emergency è in contatto con autorità responsabili della provincia dell’Aquila per offrire ciò che l’esperienza e la competenza acquisite ci mettono nella condizione di fornire.
Se tuttavia l’inseguimento dell’ultima evidenza ci facesse trascurare gli impegni cui faticosamente facciamo fronte, non meriteremmo la fiducia della quale anche in questa circostanza abbiamo avuto testimonianza. Abbiamo da sempre avuto la preoccupazione di non accorrere dove le “luci della ribalta” richiamano, ma di ricercare situazioni che accanto al bisogno soffrano anche dell’essere ignorate e trascurate. Se ci comportassimo diversamente, pur compiendo azioni e interventi utili, cesseremmo di essere ciò che siamo stati. Sentirci parte di una contrapposizione «noi-loro» definita dai confini italiani significherebbe avere “giocato” per quindici anni, nei quali abbiamo ostinatamente sostenuto che esiste soltanto la categoria del «noi», che include tutti gli esseri umani. L’ostinazione convinta di Emergency è stata ed è che questa forma di solidarietà senza confini sia non soltanto giustificata, ma comprensibile e condivisibile per coloro ai quali la illustriamo. Anche in condizioni, come l’attuale, nelle quali quest’ostinazione e questa convinzione sembrano più difficili.
lunedì 30 marzo 2009
5x1000= 971 471 101 55????????
C'è un modo di contribuire alle attività di Emergency a favore delle vittime della guerra e della povertà che non costa nulla: devolvere il 5 per mille della propria dichiarazione dei redditi a Emergency.
Come fare
1. Compila la scheda CUD o del modello 730.
2. Firma nel riquadro indicato come “Sostegno del volontariato...”
3. Indica nel riquadro il codice fiscale di Emergency:
971 471 101 55
Anche chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi può comunque richiedere la scheda al datore di lavoro o dell’ente erogatore della pensione e consegnarla (compilata e in busta chiusa) a un ufficio postale, a uno sportello bancario, che le ricevono gratuitamente, o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialisti, etc.). Sulla busta occorre scrivere DESTINAZIONE CINQUE PER MILLE IRPEF e indicare cognome, nome e codice fiscale del contribuente.
Emergency riferirà dell'impiego dei fondi devoluti con il 5 per mille attraverso la sua rivista e questo sito internet.
Come fare
1. Compila la scheda CUD o del modello 730.
2. Firma nel riquadro indicato come “Sostegno del volontariato...”
3. Indica nel riquadro il codice fiscale di Emergency:
971 471 101 55
Anche chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi può comunque richiedere la scheda al datore di lavoro o dell’ente erogatore della pensione e consegnarla (compilata e in busta chiusa) a un ufficio postale, a uno sportello bancario, che le ricevono gratuitamente, o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialisti, etc.). Sulla busta occorre scrivere DESTINAZIONE CINQUE PER MILLE IRPEF e indicare cognome, nome e codice fiscale del contribuente.
Emergency riferirà dell'impiego dei fondi devoluti con il 5 per mille attraverso la sua rivista e questo sito internet.
venerdì 20 marzo 2009
Domani torno a casa

Sabato 21 marzo, 2009 alle ore 21,30 RaiNews24 mandera' in onda il film di Emergency
"Domani torno a casa" di Paolo Santolini e Fabrizio Lazzaretti.
Un afgano di sette anni incappato in una mina e un quindicenne sudanese aggredito da una grave malattia cardiaca.
Due esistenze inattesa come tante di restare narrazioni interrotte. L'ostinazione contro la guerra e la miseria puo' trasformare in storie e in futuro questi abbozzi incompiuti di vita. A dire come sia percorribile il passaggio dalla disperazione al domani.
Un afgano di sette anni incappato in una mina e un quindicenne sudanese aggredito da una grave malattia cardiaca.
Due esistenze inattesa come tante di restare narrazioni interrotte. L'ostinazione contro la guerra e la miseria puo' trasformare in storie e in futuro questi abbozzi incompiuti di vita. A dire come sia percorribile il passaggio dalla disperazione al domani.
Il film - prodotto da Rai Cinema e Magnolia - e' stato presentato come Evento Collaterale alla 65. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
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"Domani torno a casa" Sabato 21 marzo, 2009 alle ore 21,30 RaiNews24
Dove vederlo: DTT: canale numero 16
SAT: Sky numero 506 - Hotbird 8 (13.0E) 11804.00 V, 27500 Streaming:http://mailstore.rossoalice.alice.it/exchweb/bin/redir.asp?URL=http://www.rai.tv/mplivetv/0,,LiveTv%255E16,00.html
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"Domani torno a casa" Sabato 21 marzo, 2009 alle ore 21,30 RaiNews24
Dove vederlo: DTT: canale numero 16
SAT: Sky numero 506 - Hotbird 8 (13.0E) 11804.00 V, 27500 Streaming:http://mailstore.rossoalice.alice.it/exchweb/bin/redir.asp?URL=http://www.rai.tv/mplivetv/0,,LiveTv%255E16,00.html
giovedì 19 marzo 2009
Gullandam, "bella come un fiore" in un Helmand che non e' piu' un giardino.
Ieri, nel nostro ospedale di Lashkar-gah, nel sud dell'Afganistan, un infermiere afgano ci ha aggiunto in mensa per sottoporci un modulo che non avevamo mai visto. Il padre di Gullandam, una bambina ricoverata da qualche giorno, chiede di compilarlo al piu' presto: deve presentarlo agli uffici dove ha fatto richiesta di indennizzo per l'esplosione che ha distrutto la sua casa e la sua famiglia. Prendiamo in mano il foglio. Certo che lo aiuteremo. Lo compiliamo con tutte le informazioni sulle condizioni di salute della piccola, e con Paola lo portiamo subito nella D-ward, il reparto dei bambini, dove rintracciamo il genitore per fargli avere tutta la documentazione.
Gullandam in pashtun significa «bella come un fiore» ed e' in giardino, a giocare in mezzo agli altri bambini ricoverati. A sei anni, ha gia' affrontato con coraggio l'amputazione di una gamba e le
tante dolorose cure per salvare l'altra. Prima o poi dovranno dirle che ha perso anche la madre e che non ha una casa dove tornare.
Per maggiori informazioni sul centro chirurgico per vittime di guerra
a Lashkar-gah in Afganistan:
http://www.emergency.it/menu.php?A=002&SA=007&P=005&SP=152&ln=It
Per sapere in che modo sostenere i progetti di Emergency:
http://www.emergency.it/menu.php?A=004&SA=021&ln=It
Gullandam in pashtun significa «bella come un fiore» ed e' in giardino, a giocare in mezzo agli altri bambini ricoverati. A sei anni, ha gia' affrontato con coraggio l'amputazione di una gamba e le
tante dolorose cure per salvare l'altra. Prima o poi dovranno dirle che ha perso anche la madre e che non ha una casa dove tornare.
Per maggiori informazioni sul centro chirurgico per vittime di guerra
a Lashkar-gah in Afganistan:
http://www.emergency.it/menu.php?A=002&SA=007&P=005&SP=152&ln=It
Per sapere in che modo sostenere i progetti di Emergency:
http://www.emergency.it/menu.php?A=004&SA=021&ln=It
lunedì 2 marzo 2009
A tavola con Emergency
È un progetto di responsabilità sociale a sostegno dell’attività umanitaria di Emergency. Il progetto si rivolge in particolare a imprese di produzione e distribuzione di prodotti eno-gastronomici. L’iniziativa consiste nel devolvere una percentuale o un importo fisso dei proventi derivanti dalla vendita di uno o più prodotti alimentari ai quali associare il contributo, in via continuativa o periodica. Viene associato il logo di Emergency al prodotto/i che si ritenga di individuare in relazione al progetto, realizzando una confezione “ad-hoc” che promuova il prodotto come sostenitore di Emergency. Nell’indirizzare la scelta, sarà possibile, ad esempio, individuare un prodotto o un ingrediente che richiami quelli dei paesi nei quali opera Emergency (riso, spezie, caffè, ecc.).
Le donazioni devolute nell’ambito di questo progetto saranno destinate alla copertura dei costi delle mense degli ospedali di Emergency, creando così un vincolo ideale tra la consumazione del prodotto effettuata dal cliente e la finalità specifica del contributo donato. Con l’adesione all’iniziativa è preferibile individuare uno specifico ospedale al quale destinare i contributi donati nell’ambito dei diversi programmi umanitari di Emergency. Agli esercizi che aderiranno all’iniziativa potrà darsi visibilità in diverse forme (sul sito dell’associazione e del partecipante, con un adesivo specifico che contraddistingua l’adesione all’iniziativa, con materiale di comunicazione, ecc.).
Le donazioni effettuate da imprese (ditte individuali o società) a favore di Emergency, in quanto ONLUS, sono deducibili fino al 10% del reddito annuo imponibile complessivo, con un limite di € 70.000 oppure fino al 2% del reddito senza limiti.
INFO: atavolacon@emergency.it — T 02 863161
Le donazioni devolute nell’ambito di questo progetto saranno destinate alla copertura dei costi delle mense degli ospedali di Emergency, creando così un vincolo ideale tra la consumazione del prodotto effettuata dal cliente e la finalità specifica del contributo donato. Con l’adesione all’iniziativa è preferibile individuare uno specifico ospedale al quale destinare i contributi donati nell’ambito dei diversi programmi umanitari di Emergency. Agli esercizi che aderiranno all’iniziativa potrà darsi visibilità in diverse forme (sul sito dell’associazione e del partecipante, con un adesivo specifico che contraddistingua l’adesione all’iniziativa, con materiale di comunicazione, ecc.).
Le donazioni effettuate da imprese (ditte individuali o società) a favore di Emergency, in quanto ONLUS, sono deducibili fino al 10% del reddito annuo imponibile complessivo, con un limite di € 70.000 oppure fino al 2% del reddito senza limiti.
INFO: atavolacon@emergency.it — T 02 863161
Le bomboniere solidali
Le bomboniere solidali sono un modo diverso per ricordare ad amici e parenti un giorno speciale: oltre a sostenere economicamente i progetti di Emergency rappresentano un segno concreto del vostro impegno e della vostra solidarieta' a favore delle vittime delle
guerre e della poverta'.
I fondi raccolti saranno destinati al Centro chirurgico e pediatrico di
Goderich in Sierra Leone.
per maggiori informazioni sulle bomboniere solidali:
http://www.emergency.it/menu.php?A=004&SA=022&ln=It
per conoscere le altre forme di sostegno a Emergency:
http://www.emergency.it/menu.php?A=004&SA=021&ln=It
guerre e della poverta'.
I fondi raccolti saranno destinati al Centro chirurgico e pediatrico di
Goderich in Sierra Leone.
per maggiori informazioni sulle bomboniere solidali:
http://www.emergency.it/menu.php?A=004&SA=022&ln=It
per conoscere le altre forme di sostegno a Emergency:
http://www.emergency.it/menu.php?A=004&SA=021&ln=It
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